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Discussione: Tuffo di testa: progressione didattica

  1. #1
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    Question Tuffo di testa: progressione didattica

    Ciao,
    è da un mese circa che sto insegnando al bambini di circa 6-10 anni, quindi di 1 e 2 livello, il tuffo di partenza.
    Non vedo molti risultati, nel senso che non si spingono con i piedi e non allungano le gambe ma si lasciano cadere come dei "sacchi di patate".
    Ho provato a fargli fare la partenza con un ginocchio appoggiato dal bordo basso, ma quando sucessivamente ripetono la partenza normale dal blocco di partenza non spingono.
    Avete dei suggerimenti?
    Grazie!!!!

  2. #2
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    Come prima cosa ti consiglio di ripartire dalla base: tu in acqua loro al bordo, tuffo nel cerchio e tu che accompagni le braccia allungate in avanti. Controlla che abbiano la presa delle dita sul bordino della vasca e anche la presa delle dita dell'altro piede sul pavimento; la prima presa serve poi per la spinta in acqua, la seconda per alzarsi dalla posizione chiusa.
    Poi fai fare a loro senza accompagnarli, sempre nel cerchio.
    Ti sposti nella vasca ludica, nella speranza di avere circa 50 cm di acqua, fai dei tuffi con partenza piedi in acqua, accompagnando gli allievi " verso l'acqua" , li lasci cadere e scivolare.
    il passo successivo ti sposti in vasca grande, se hai un muretto sarebbe fantastico: attenzione alla posizione delle dita sul cemento, devono essere sempre in presa ( tipo canarino sul trespolo per intenderci ), leggero piegamento delle ginocchia, avvicinano le mani piu' possibile all'acqua e si lasciano cadere in avanti. A questo punto intervieni con lo sgambetto. Avverti i tuoi allievi di cosa succedera' alle loro caviglie, mi raccomando!! Quando l'allievo ha perso l'equilibrio e cade verso l'acqua, intervieni su una caviglia e tira indietro, questo fara' in modo che cadano in acqua di testa, scoprendo questa sensazione per loro nuova. Accompagnali sempre verso l'acqua cercando di far mantenere loro una posizione a U rovesciata, cioe' che avvicinino le mani all'acqua il piu' possibile.
    Lo step successivo sara' che quando cadono da soli verso l'acqua si spingono anche dal blocco.
    Tutto questo a piccoli passi, all'inizio saranno goffi e impacciati ma tu continua sulla tua strada verdai che i risultati arriveranno.
    Ultima modifica di caracas; 17 10 2010 a 15: 40
    Ifix Tchen Tchen

  3. #3
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    Un mese poi non e' che sia tantissimo, sono otto lezioni. Tra l'altro quanto dedichi a cio', 5-10 minuti a lezione? Hai dedicato 40-60 minuti al tuffo di testa...se ci pensi ci vorra' ancora un bel po', dato che meno di una lezione e' stata dedicata al tuffo.
    Continua e non preoccuparti, impareranno senz'altro.

    PS di piedi si spingono dal blocco? Insomma, saltano? Prova a farli di piedi anche, i bambini hanno anche paura ma non lo dicono.

    Un saluto

    bierre
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    Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con se l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò.

  4. #4
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    [quote=bierre;95952].

    PS di piedi si spingono dal blocco? Insomma, saltano? .

    Eh si, devi pensare come un piede, vedrai che ti spingi eheheh
    Ifix Tchen Tchen

  5. #5
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    Grazie mille per i suggerimenti!
    Questa settimana li ho messi in pratica ed hanno funzionato, ho notato dei miglioramenti nel tuffo dal bordo basso della vasca grande!effettivamente un mese è troppo poco.
    Se qualcuno avesse qualche suggerimento su esercizi ludici nei tuffi o una progressione didattica?!!!!!
    Grazie!!!!

  6. #6
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    Ciao
    scusa per il ritardo.
    Intanto la scaletta didattica prevede che i tuoi allievi imparino la spinta di piedi, puoi insegnarla entrando di piedi, di testa, come vuoi. Poi che imparino a entrare di testa, anche partendo in ginocchio, poi in piedi.
    Le stesse cose puoi farle prima dal bordo, poi passi dal blocco, inserendo quindi delle difficolta' dovute all'altezza.

    bierre
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  7. #7
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    Grazie ai vostri suggerimenti su alcuni bambini ho visto un miglioramento. Diciamo che hanno capito non devono alzare la testa quando si tuffano, ma alcuni hanno proprio un problema di spinta e altri tengono addirittura le ginocchia piegate chiuse vicino alla pancia quando si tuffano...

  8. #8
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    secondo me ci vuole solo tempo, devono imparare a rilassarsi, e a non avere paura di farsi male... cioè non è facile per loro l'idea di tenere la testa bassa e di spingersi lontano.
    io ho trovato molto utile fargli fare i tuffi saltando sopra o sotto il tubo, dentro il cerchio, oppure facendogli fare lo scivolo con il materassino galleggiante (in questo caso è spettacolare perchè il materassino neanche lo toccano e si tuffano benissimo.
    Il tuffo in ginocchio secondo me non è tanto utile perchè quello che devono affrontare è l'impatto con l'acqua che sicuramente quel tuffo non ha visto che le mani le hanno già praticamente in acqua rima di partire e lo stacco dal bordo.

    cmq abbi pazienza, il tuffo ci vogliono anni per impararlo bene!

  9. #9
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    La miglior cosa che puoi fare è la varietà didattica per l'insegnamento del tuffo di partenza. Più diversifichi gli esercizi (in ginocchio, con il cerchio nell'acqua, con il cerchio sollevato in aria, tuffo con l'ostacolo...) e più otterrai risultati: metodi didattici il più eterogenei possibile sono molto efficaci! Concordo con gli altri nel fatto che il tuffo non è semplice da imparare, ci vuole tempo!

  10. #10

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    Vero che per imparare il tuffo ci vuole tempo,ma di certo non anni.
    Verissimo che la varietà delle esercitazioni è la migliore risorsa didattica.
    Però è anche vero che senza un metodo che rispetti il principale postulato della didattica (progressività marginale delle proposte) i risultati arriveranno solo per alcuni e non per merito dell'istruttore.


    La partenza si compone di cinque momenti fondamentali:
    Lo sbilanciamento\la spinta\l'ingresso\la fase subacquea\l'uscita
    Per costruire un semplice tuffo grezzo da scuola nuoto è sufficiente concentrarsi sui primi tre.
    Però mettere semplicemente sul blocco i bambini e chiedergli di buttarsi di testa è in assoluto la cosa peggiore che si possa fare;certo qualcuno lo farà bene ma gli altri svilupperanno una esperienza negativa che renderà tutto più difficile;questo più che un metodo didattico sarebbe una selezione naturale.
    Prima di proporre l'abilità grezza globale bisogna assicurarsi di averne almeno costruito i requisiti principali (rispettando così il postulato didattico di cui sopra);assumendo che il nostro allievo sia già ambientato e in grado di fare semplici salti nell'acqua senza paura di affondare,tali requisiti sono la capacità di sbilanciarsi prima della spinta,la capacità di spinta e la capacità di gestire una corretta postura d'ingresso.
    Lo sbilanciamento è il più difficile da sviluppare ed è l'unico che può richiedere un pò di tempo,anche perchè necessita di un minimo di sviluppo degli altri due (molto più semplici da sviluppare rapidamente)

    Per creare il requisito di spinta,consiglio di proporre tanti bei tuffi raggruppati (tuffi a bomba) cercando di saltare il più lontano possibile,oppure il salto dell'ostacolo descritto sopra in un'altra risposta,o cercare di colpire un salsiccioto posto in alto sulla testa dell'allievo,oppure afferrare al volo una palla che il maestro si assicurerà di lanciare in modo da stimolare una bella spinta di gambe;oppure richiedere l'esecuzione di compiti fantasiosi durante la fase di volo,allo scopo di stimolare una spinta più decisa per massimizzare il tempo di volo;per esempio battere le mani tre volte sopra alla testa prima di toccare l'acqua,oppure batterle alternativamente sotto alle cosce,etc.etc.


    Per sviluppare il corretto ingresso in acqua il primo passo è mettere l'allievo in ginocchio sul bordo con entrambe le ginocchia appoggiate (e sporgenti sull'acqua altrimenti si fanno male),coi piedi bene distesi a terra e col sedere appoggiato ai talloni,spiegando loro di cercare di scivolare dentro ma di non guardare l'acqua e di impattarla non con la faccia bensì con la testa,e di cercare di strisciare la pancia sulle ginocchia durante l'ingresso;le prime volte con istruttore in acqua a guidarli poi da soli,poi cercando di infilarsi in un salvagente anulare gonfiabile,prima dal bordo a sfioro,poi dal muretto e per ultimo dal blocco.
    Sconsiglio vivamente di metterli su un ginocchio solo come nell'esercizio proposto da caracas (e che peraltro purtroppo è molto diffuso),perchè un ginocchio fa da ostacolo davanti al petto e impedisce alle braccia e al blocco testa\spalle di puntare verso l'acqua e che è il primo obiettivo dell'esercizio,e sicuramente alzeranno le spalle per passarci sopra,a meno di allargare le cosce e mettersi in una posizione francamente inutile e che li farà entrare tutti storti.
    Sconsiglio anche di prendere le braccia dei bimbi e unirgliele dietro la testa facendole puntare verso il cielo (a meno di non volerli fare tuffare verso l'alto),sia negli esercizi in ginocchio sia in piedi,perchè in netta antitesi con lo sbilanciamento che dovranno fare successivamente;occorre invece sempre che le lascino puntate in basso e con testa\spalle\collo rilassati.

    Il passo seguente (secondo la mia progressione,si intende) è metterli in piedi con una gamba avanti col piede aggrappato al bordo,e una indietro bella distesa;entrambe le gambe distese e peso sulla gamba avanti,cercare di abbassare braccia e testa il più possibile verso l'acqua senza piegare la gamba.
    Dovranno lasciarsi cadere in acqua mentre la gamba indietro si solleva e il piede di appoggio spinge,allo scopo di sollevare il bacino mentre spalle e testa cercano l'acqua.
    Come sopra,prima con mestro in acqua,poi da soli (con maestro che si assicura di sollevare all'ultimo momento le gambe più pesanti),poi nel salvagente anulare gonfiabile.
    A questo punto alcuni potrebbero piegare la gamba per avvicinarsi all'acqua col bacino,e noi sapremo che quel bambino ha ancora paura della posizione capovolta (e dovremo lavorare sulle carpiate in subacquea,sulla capriole attorno alla corsia e sulle verticali con mani sul fondo).
    Altri invece che puntare decisi le braccia all'acqua le terranno sopra alla testa in posizione arcuata con solo le mani che puntano in giù,succede quando hanno il bisogno di tenere faccia e spalle lontane dall'acqua, questo ci dirà che hanno paura dell'impatto perchè probabilmente bevono ancora dal naso (e dovremo lavorare sul controllo respiratorio).


    Sviluppare la capacità di sbilanciamento è più difficile e richiede la capacità di sapere già entrare di testa.
    L'esercizio più facile è una variante del tuffo in piedi a gambe una avanti e una indietro.
    Si mette un salsicciotto a mezzo metro davanti all'allievo e gli si richiede di sporgersi più avanti per far si che le braccia puntino oltre (spostando il baricentro sull'acqua),poi di dare una spinta decisa col piede di appoggio nel momento in cui ci si sente cadere in acqua (detto punto di "non ritorno"),al duplice scopo di evitare la caduta e di non colpire l'ostacolo con le cosce;si può fare anche mettendo un salvagente anulare un pò più lontano del solito.
    Questo esercizio sviluppa anche la capacità di spinta.

    L'ultima tappa è il tuffo di testa a piedi uniti,che va proposto solamente quando la la capacità di sbilanciameto è acquisita.
    Diversamente il bambino tenderà a sedersi e poi a lasciarsi cadere come un sacco di patate,oppure a proiettarsi come una molla prima verso l'alto (per forza,se non si sbilancia) e poi fare una parabola verso l'acqua.
    Alcuni faranno anche dei bei voli ed entreranno correttamente e in modo elegante,solo che poi in futuro per l'allenatore trasformare questa "cosa" in un vero tuffo di partenza sarà una sfida quasi impossibile.

    In sintesi:il punto di arrivo della progressione (qualsiasi adottiate) DEVE dunque essere quello di ottenere prima uno sbilanciamento (a sedere alto e senza atteggiamenti "difensivi") e poi una spinta.


    Ciao

  11. Thanks GMM, silversurfer, bierre ringraziano per questo messaggio
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