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14 02 2008, 10: 53
Il terzo ambientamento
Gestione dello spazio in vasca e adattamento all'alta velocità







PREMESSA

Il passaggio da un sesto livello ad un livello master é un momento delicato per un alunno di una scuola nuoto, poiché passa dallo stato di discente a quello di atleta.
Al termine di un sesto livello gli alunni avranno consolidato pienamente la tecnica delle nuotate e di tutte le tecniche accessorie quali tuffi, virate e cosìvia. Tuttavia, oltre a questo curriculum prettamente tecnico, il passaggio da un corso di nuoto ad un allenamento, in cui la corsia si fa spesso affollata, la velocità è sempre più sostenuta e la possibilità di rallentare o fermarsi molte volte è in contrasto con gli obbiettivi di una seduta di allenamento, fa emergere la necessità di quello che mi piace delineare come un nuovo ambientamento, seppure molto evoluto.
Due fattori molto importanti di quello che è stato l'ambientamento iniziale di un alunno (soprattutto di quello all'acqua alta) sono stati certamente la dimestichezza con l'acqua e la percezione della propria posizione spaziale (self perception).
Dati questi presupposti non risulta così difficile accorgersi che un atleta che dovrà rapportarsi ad un ambiente in cui lo spazio diminuisce drasticamente, la velocità di esecuzione delle nuotate aumenta progressivamente, diminuendo di conseguenza il tempo per modificare la propria posizione nella corsia, dovrà riuscire a destreggiarsi in questa nuova situazione in modo naturale.
Nuovi fondamentali individuali affiorano in questa fase, quali ad esempio i sorpassi e gli improvvisi cambi di direzione, con i relativi movimenti di adattamento quali frenate, bruschi rallentamenti e altrettanto rapide accelerazioni ed immersioni.
Di seguito verranno proposti alcuni esercizi per sviluppare questo nuovo ambientamento, elencati seguendo cinque fondamentali categorie quali:
A) esercizi di Percezione personale e di gruppo;
B) esercizi di Adattamento alla velocità;
C) esercizi sulle Frenate;
D) esercizi con Ostacoli;
E) esercizi sui Sorpassi.
All'interno di ognuna delle categorie gli esercizi sono esposti il più possibile seguendo una logica di difficoltà progressiva.
Si notino alcune analogie con i fondamentali individuali della pallanuoto.

corsia8
14 02 2008, 11: 05
Nuovi fondamentali individuali affiorano in questa fase, quali ad esempio i sorpassi e gli improvvisi cambi di direzione, con i relativi movimenti di adattamento quali frenate, bruschi rallentamenti e altrettanto rapide accelerazioni.

Io questo l'ho imparato a nuoto libero :lookaround:
Nella scuola nuoto così come nei master si impara a conoscersi e a capire in quale ordine e a quale distanza è meglio partire a seconda del lavoro.
Nel nuoto libero invece non c'è regola e non c'è accordo per la sopravvivenza: è una giungla :asd:

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14 02 2008, 11: 18
Percezione personale e di gruppo

A1) Nuoto in scia
Difficoltà: Sensibilizzazione 4/5, Coordinazione 2/5.
Stile: Tutti.
Descrizione: Si proponga agli allievi, sin dai primi allenamenti di nuotare sempre e in ogni stile in scia con partenze rapide e distacchi di circa 5 secondi tra un atleta e il successivo in termini di tempo o comunque con una distanza non superiore ai 2 metri in termini di spazio.
Questo tipo di impostazione di fondamentale importanza dovrà diventare prassi durante gli allenamenti a meno di specifiche controindicazioni.
È necessaria una buona preparazione sulle virate, che dovranno essere fluide e rapide.
Feedback: É un primo adattamento che risulta impegnativo dal punto di vista delle percezione spaziale, sopratutto nelle virate; Tendenza alla frammentazione del gruppo.

A2) Zig-zag
Difficoltà: Sensibilizzazione 4/5, Coordinazione 2/5, Equilibrio 2/5.
Stile: Crowl, Dorso e Rana.
Descrizione: Nuotando in scia procedere lungo la vasca eseguendo un rapido zig-zag da un lato all'altro della corsia; ovviamente una vasca alla volta.
Feedback: Possono insorgere difficoltà nel contenimento del gruppo che all'inizio tende a frammentarsi.

A3) Nuoto in scia in senso orario
Difficoltà: Sensibilizzazione 3/5, Coordinazione 2/5, Equilibrio 2/5.
Stile: Tutti.
Descrizione: Si proponga agli allievi un intero allenamento o una parte di esso da eseguire sempre e in ogni stile in senso orario, ovvero avanzando sempre sul lato sinistro della corsia.
Feedback: É un primo adattamento che risulta impegnativo dal punto di vista delle percezione spaziale, sopratutto nelle virate.

A4) Nuoto ad occhi chiusi
Difficoltà: Sensibilizzazione 5/5, Coordinazione 3/5, Equilibrio 4/5.
Stile: Crowl, Rana, Dorso.
Descrizione: L'eliminazione di uno dei sensi tende ad acuire per compensazione i rimanenti. Nel nuoto ad occhi chiusi si ottiene la massima percezione tattile ottenibile in acqua.
Iniziare eseguendo una vasca lenta e lunga ad occhi aperti contando le bracciate in modo da utilizzare questo riferimento in seguito nuotando ad occhi chiusi. Altri riferimenti possono essere rilevati sfiorando la corsia con il mignolo della mano ad ogni bracciata, per controllare che il proprio percorso si mantenga rettilineo. All'inizio è consigliabile un fischio dell'allenatore all'approssimarsi della fine della vasca.
Se correttamente eseguito l'allievo si fermerà poco prima della fine della vasca avendo contato le proprie bracciate; è consigliato contarne sempre un paio in meno così da avere sempre un ampio margine di sicurezza.
Una volta presa una buona dimestichezza si potrà eseguire questo esercizio anche in scia (a crowl) così da abituarsi a percepire anche la gambata del nuotatore che ci precede e la sua distanza.
Feedback: Difficoltà di percezione spaziale, errata valutazione delle distanze.

A5) Tuffo ad occhi chiusi
Difficoltà: Sensibilizzazione 5/5, Coordinazione 5/5, Equilibrio 5/5.
Stile: Tuffo di partenza.
Descrizione: Come nel nuoto ad occhi chiusi, in questo esercizio si va a stimolare fortemente la propriocettività e l'equilibrio. Inoltre é particolarmente indicato qualora si voglia incrementare la velocità di reazione di un atleta.
Una semplice progressione per arrivare ad una forma così complessa di equilibrio e sensibilità parte dapprima con un tuffo "a candela" ad occhi chiusi, quindi lo stesso tuffo verrà eseguito al fischio del docente, così da stimolare la velocità di reazione, di seguito si passa al tuffo di partenza vero e proprio e infine al tuffo di partenza eseguito al fischio del docente.
Feedback: Anche qui la difficoltà sta nella percezione spaziale e nella valutazione delle distanze.

A6) La guida
Difficoltà: Sensibilizzazione 5/5, Coordinazione 4/5, Equilibrio 4/5.
Stile: La guida a Crowl o a Dorso, chi segue a Crowl o a Rana.
Descrizione: L'esercizio viene eseguito a coppie, all'interno di ogni coppia un atleta sarà la "guida" e l'altro il "cieco".
Inizialmente la guida partirà a dorso così da poter tenere sempre sott'occhio il cieco, quest'ultimo partirà immediatamente ad occhi chiusi e lo seguirà mantendosi sempre nella sua scia, che percepirà sopratutto con le mani, ad ogni bracciata; ovviamente più la gambata della guida sarà efficace più sarà facile seguirla.
In seguito si potranno cambiare gli stili di percorrenza, ad esempio guida e cieco a crowl, guida a crowl e cieco a rana e guida a dorso e cieco a rana, e si potrà variare la traiettoria di percorrenza, ovvero la guida si potrà spostare lateralmente durante il proprio avanzamento portando il cieco fuori scia, il quale a sua volta dovrà cercare di rientrarvi.
Feedback: Difficoltà di percezione spaziale, errata valutazione delle distanze e anche della direzione in cui si sposta la guida, problemi ottimamente risolvibile restando il più possibile vicini ai piedi della guida.

A7) Zig-zag ad occhi chiusi
Difficoltà: Sensibilizzazione 5/5, Coordinazione 4/5, Equilibrio 4/5, Respirazione 2/5.
Stile: Crowl, Dorso.
Descrizione: Procedere lungo la vasca ad occhi chiusi con gambata a crowl o dorso e braccia in alto, eseguendo un rapido zig-zag da un lato all'altro della corsia, quando le mani vanno in contatto con la corsia cambio direzione. A crowl la testa si mantiene sempre sotto acqua e si respira solamente emergendo frontalmente al cambio di direzione. È opportuno che il docente avverta con un fischio gli atleti nel momento in cui si approssimano al termine della vasca.
Feedback: Alle difficoltà che si avevano con il nuoto ad occhi chiusi in linea retta, in questo esercizio è importante anche saper regolare la giusta direzione e l'adeguata velocità

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14 02 2008, 11: 19
Adattamento alla velocità

B1) Cambi di velocità semplici
Difficoltà: Sensibilizzazione 3/5, Coordinazione 3/5.
Stile: Tutti.
Descrizione: Delimitando delle zone di vasca proporre dei cambi nella velocità di avanzamento qualora si attraversano le zone prestabilite, ad esempio metà vasca veloce, metà molto lenta, o viceversa la prima metà lenta e poi veloci.
All'inizio i cambi di ritmo saranno bruschi ed i ritmi saranno semplificati in "lento" e "veloce", quindi si potrà aggiungere un ritmo "medio" e in seguito si potrà passare a delle progressioni, dapprima interne, ovvero sulla singola vasca e infine a delle progressioni esterne, vale a dire con variazioni del ritmo distribuite sui 50, 100 e 200 metri.
Feedback: Contrariamente a ciò che si può immaginare, in genere in livelli molto alti la parte difficile èil ritmo lento, ovvero, solitamente gli alunni non riescono ad avanzare lentamente e mantengono un'andatura molto sostenuta anche quando dovrebbero rallentare.

B2) Marcatura in scia
Difficoltà: Sensibilizzazione 3/5, Coordinazione 4/5, Equilibrio 3/5.
Stile: Crowl, Rana.
Descrizione: Il primo alunno parte a crowl cambiando casualmente il ritmo della nuotata, gli altri lo seguono restando in scia senza che il gruppo si sfaldi.
Feedback: Come detto la difficoltà maggiore sta nel restare uniti, una buona attenzione di chi guida il gruppo è fondamentale.

B3) Marcatura a zig-zag
Difficoltà: Sensibilizzazione 4/5, Coordinazione 5/5, Equilibrio 4/5.
Stile: Crowl, Rana.
Descrizione: Come la marcatura in scia, con l'aggiunta della possibilità di variare oltre al ritmo di avanzamento, anche la traiettoria da seguire.
Feedback: Anche qui, la difficoltà maggiore sta nel restare uniti, chi guida il gruppo dovrà essere attento a non eseguire lunghi tratti ad alta velocità per far si che tutti possano essere atleticamente all'altezza del suo ritmo.

B4) Cambi di velocità con variazione della respirazione
Difficoltà: Sensibilizzazione 3/5, Coordinazione 4/5, Respirazione 3/5.
Stile: Crowl.
Descrizione: Come nei cambi di velocità semplici, l'esercizio consiste nello stimolare la percezione della propria velocità tramite cambi nel ritmo della nuotata. In aggiunta ad ogni velocità viene assegnato anche un proprio ritmo respiratorio.
Solitamente aumentando la velocità si riducono gli atti respiratori, ma ciò non toglie che si possa fare anche il contrario a scopo puramente coordinativo.
Feedback: Molte volte i problemi di poca sensibilità alla velocità che si riscontrano nei cambi di ritmo semplici vengono risolti dall'associazione velocità / numero di bracciate per atto respiratorio.

B5) Cambi di velocità con variazione della respirazione e della bracciata
Difficoltà: Sensibilizzazione 3/5, Coordinazione 4/5, Respirazione 3/5, Bracciata 4/5.
Stile: Crowl.
Descrizione: In aggiunta all'associazione velocità- numero di bracciate per atto respiratorio, viene associata anche l'adeguata tecnica di esecuzione della bracciata, ovvero: a ritmi blandi corrisponderà una respirazione adeguata e la così detta "bracciata agonistica classica" con movimento di spinta ad "S", viceversa ad alta velocità le respirazioni si riducono e la bracciata diviene progressivamente più lineare, con braccio più rigido e "a boomerang".
Feedback: Le difficoltà sono perlopiù coordinative, ma l'aumentata richiesta in quest'ambito aumenta anche le differenze tra un ritmo e l'altro, sopperendo, come detto, nella maggior parte dei casi, alla mancanza di sensibilità alla velocità

B6) Toro
Difficoltà: Sensibilizzazione 4/5, Coordinazione 2/5, Equilibrio 2/5.
Stile: Tutti.
Descrizione: Anche questo esercizio si basa sul cambio di velocità correlato o meno con il cambio della frequenza respiratoria e della tecnica di nuotata. In particolare è particolarmente indicato per rafforzare la tecnica delle virate e per imparare ad eseguirle velocemente.
In pratica, molto semplicemente, si tratta di aumentare bruscamente o progressivamente la velocità in entrata e uscita di virata, nella zona della corsia solitamente contrassegnata con un cambio di colore, a cui corrisponde per altro anche la posizione delle bandierine di indicazione per il dorso.
Feedback: Inizialmente, sopratutto se gli alunni hanno appena imparato a virare, e soprattutto a crowl e dorso, si ha la tendenza a diminuire la velocità all'approssimarsi del muretto per paura di una collisione, tuttavia in tal modo è molto più difficile virare. Questo esercizio é nato proprio per sopperire a questo problema; occorrerà spiegare ai nuotatori che aumentando la velocità potranno permettersi di effettuare la rotazione lontano dal muro e di arrivare al contatto con i piedi per semplice inerzia, oltre al fatto che il cambio di direzione avverrà in un tempo ragionevolmente molto piùbreve.

B7) Pari bracciata
Difficoltà: Coordinazione 2/5, Respirazione 2/5, Bracciata 2/5.
Stile: Crowl, Dorso.
Descrizione: A coppie, nuotare fianco a fianco con pari bracciata, aumentando progressivamente la velocità di avanzamento.
Inizialmente a dorso, poi crowl a testa alta, in seguito sempre a crowl con respirazione omolaterale (meglio ogni quattro bracciate), guardandosi in modo da avere anche il riferimento della respirazione (che deve essere sincrona come la bracciata), infine a Crowl con respirazione bilaterale.
Feedback: Errata sincronia della respirazione e/o della bracciata; Errata valutazione delle distanze.

B8) Marcatura laterale
Difficoltà: Coordinazione 3/5, Respirazione 2/5, Bracciata 2/5.
Stile: Crowl, Dorso.
Descrizione: A coppie, un alunno decide l'andatura variandola continuamente, l'altro vi si adatta restandogli a fianco.
Come prima, inizialmente a Dorso per avere maggiori riferimenti visivi, poi crowl con la testa fuori dall'acqua e in ultimo crowl completo. Teoricamente l'esercizio èperfettamente eseguito quando vi èanche pari bracciata.
Feedback: Tempo di reazione elevato, gli sono troppo distanti tra loro oppure il marcatore supera chi fa l'andatura; Errata valutazione delle distanze.

B9) Mimo
Difficoltà: Coordinazione 4/5, Respirazione 2/5, Bracciata 3/5.
Stile: Crowl-Dorso.
Descrizione: A coppie, un alunno decide lo stile di avanzamento (Crowl o Dorso) e l'andatura variandola continuamente, l'altro vi si adatta restandogli a fianco.
Il cambio dello stile viene effettuato con una rotazione laterale del corpo senza che vi siano pause nella bracciata.
Teoricamente, anche qui, l'esercizio èperfettamente eseguito quando vi èanche pari bracciata.
Feedback: Tempo di reazione elevato, gli sono troppo distanti tra loro oppure il marcatore supera chi fa l'andatura oppure non si adatta velocemente allo stile; Errata valutazione delle distanze.

bierre
14 02 2008, 12: 54
Sarebbe bello capire cosa intendi coiu numeri che metti dopo i tuoi obiettivi :)

bierre

.:S3M:.
14 02 2008, 14: 08
Nella difficoltà valuto le componenti che entrano in gioco nella nuotata, ovvero: sensibilità, equilibrio, coordinazione, bracciata, gambata, respirazione... Il numero va da 1 molto facile a 5 molto difficile, in base alla difficoltà di esecuzione dell'esercizio.

non mi sembrava così incomprensibile...

Menez
14 02 2008, 18: 37
Ho sempre nutrito una certa diffidenza nei confronti di lavori particolarmente elaborati nonostante la loro bontà ed efficacia.
Immagino ad esempio il caos di una piscina, la difficoltà nella spiegazione, la difficoltà nell'interpretazione, l'eterna legge dell'uno che sbaglia e tutti sbagliano.
Comunque alcuni esercizi possano essere utili ed efficaci per affinare
la sensibilità alla nuotata, un grado di percezione e di consocenza di sè superiore nell'elemento acqua.

.:S3M:.
14 02 2008, 19: 18
Il problema vero è che esercizi di equilibrio e sensibilizzazione non li fa mai nessuno, perché molte volte chi fa l'istruttore non sa cosa vuol dire nuotare.
E non è una critica verso nessuno, ma purtroppo chi come me vive in piscina se ne rende conto.
A parte questi esercizi che sono per livelli >5° (Ovvero dalla didattica del delfino in poi), i cambi di equilibrio e gli esercizi di sensibilizzazione sono fondamentali per l'ambientamento sia in acqua bassa che in acqua alta, e pochissimi istruttori li propongono.
Il mio motto sta diventando: prima impara a star fermo, poi corri quanto vuoi.

Comunque per rispondere ad aemme, io non trovo particolare difficoltà a spiegare la maggior parte di questi esercizi ai miei allievi, e neanche nell'esecuzione da parte loro delle mie proposte, anzi, posso garantire che sono piacevoli e divertentissime varianti in un allenamento spesso poco stimolante e per sua natura molto ripetitivo.
Di solito propongo un paio di queste proposte a fine allenamento, sono sì in progressione didattica, ma un agonista li esegue correttamente tutti senza problemi e d'altra parte è forse poco produttivo un allenamento tutto basato su questi esercizi.

La mia vera difficoltà è nel momento della stesura dell'esercizio, è farlo cioè capire a chi legge e non può vedere cosa succede in vasca.

Menez
14 02 2008, 19: 54
Io penso che gli istruttori molte volte non abbiano voglia di spingersi oltre un livello di mediocrità standard.
Il nuoto è ancora, a ben vedere, una disciplina del tutto disponibile a nuovi percorsi, oltre a quello da te prospettato, mi vengono in mente alcuni percorsi didattici interessanti e innovativi di molte società italiane, quindi ben vengano tutti gli spunti.
Ma le tue idee sono maturate grazie anche alla "staticità" fisica e mentale di molti istruttori, infatti a volte io stesso, mi soffermo e sbircio le lezioni degli istruttori o le sedute degli allenatori e cerco di imparare sempre qualche cosa di nuovo oppure, lo spunto mi è utile per accendere altre idee.

LA FOCA
14 02 2008, 23: 13
Questa proposta di allenamento trova fondamento in esperienza e competenza. Ne colgo bene l'idea e l'utilità. Complimenti.

Talvolta battute di arresto e sorpassi mi disastrano un po' ma quando ricominciai a nuotare molto tempo fa, dopo secoli di ferma e chili qua e là, ho provato il gusto di esser il tartarugone di turno.... :lol:... ne ho prese tante....:bump2:così sono diventata abbastanza clorodemocratica:

- se l'occupazione della piscina è media lo spazio intorno ti si crea spontaneamente

- se l'affollamento è importante educatamente rispetti il "normale" perchè il "diverso" sei tu e quindi le virate spaventapasseri le si rimandano a momenti più consoni soprattutto se a Pechino non ti sta aspettando nessuno...

Il nostro allenamento prevede comunque molti punti ma non il lavoro in scia a marcatura stretta. Passerò parola al nostro carnefice. Chissà che se ne inventi delle nuove... :)


Buona notte e vasche d'oro!

La Foca

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29 02 2008, 12: 03
Frenate

C1) Frenate semplici
Difficoltà: Coordinazione 4/5, Bracciata 4/5, Sensibilizzazione 4/5, Equilibrio 4/5.
Stile: Crowl.
Descrizione: Staccarsi dal bordo vasca con una spinta vigorosa delle gambe, coinvolgere nella spinta anche le braccia, eseguendo una potente bracciata come quella della rana subacquea. Nel momento di massimo scivolamento eseguire una frenata aprendo le braccia lateralmente, portandole sopra la testa con movimento inverso alla bracciata a rana precedentemente eseguita, nel contempo raggruppare le gambe portando le ginocchia al petto e ruotando il corpo fino a raggiungere la posizione di galleggiamento verticale.
Successivamente si potrà continuare eliminando l'azione delle gambe, e sostituendola con un recupero delle gambe come quello che precede la frustata della rana e la rotazione del corpo in posizione verticale.
Il percorso didattico termina all'ottenimento di una frenata eseguita mantenendo l'assetto orizzontale con capo in acqua tramite una bracciata a rana al contrario e l'apertura delle gambe con ginocchia verso il fondo e piedi verso la superficie.
Feedback: Attraverso una armonica progressione è possibile ottenere un movimento di frenata efficace e istintivo, inizialmente i problemi sono di natura coordinativa e di velocità di esecuzione del gesto.


C2) Stop&Go
Difficoltà: Coordinazione 4/5, Bracciata 3/5, Sensibilizzazione 4/5, Equilibrio 4/5.
Stile: Crowl.
Descrizione: Si tratta di alternare brevi scatti a rapide frenate e altrettanto immediate ripartenze. Per cui, si eseguiranno ad esempio cinque bracciate molto rapide a crowl, seguite da una semplice frenata e da una rapida ripartenza con altre cinque bracciate a crowl e così via.
Feedback: Il problema fondamentale è rappresentato dalla velocità di esecuzione dell'esercizio, cui consegue anche una necessariamente adeguata preparazione atletica.


C3) Dietrofront
Difficoltà: Coordinazione 4/5, Bracciata 4/5, Sensibilizzazione 4/5, Equilibrio 4/5.
Stile: Crowl/Dorso.
Descrizione: Si tratta di alternare tratti a crowl a tratti di nuotata più brevi a dorso in direzione opposta.
Per cui, si eseguiranno ad esempio sei bracciate a crowl, seguite da una semplice frenata e da una rapida ripartenza in senso opposto a dorso con altre due o tre bracciate, quindi si eseguirà la frenata sul dorso portando le braccia in basso e raggruppando le ginocchia e si ripartirà rapidamente con le sei bracciate crowl. E' l'equivalente dello zig-zag che solitamente si fa utilizzando le righe della palestra negli allenamenti degli sports non acquatici.
Feedback: Il problema fondamentale è rappresentato dalla velocità di esecuzione delle frenate e delle ripartenze.


C4) Frenata ed immersione
Difficoltà: Coordinazione 3/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 4/5, Respirazione 3/5.
Stile: Crowl, Rana.
Descrizione: Si alterneranno tratti di nuotata molto rapidi (circa cinque bracciate) a crowl, o anche a rana, ma sempre molto rapida, ad una frenata repentina (sempre raggruppando le gambe e facendo una bracciata verso sotto-avanti con entrambe le braccia) con una rapida immersione e un breve tratto di nuoto apnea; si respiri se possibile solamente dopo essere riemersi, in tal modo si mantengono ritmi respiratori vicini a quelli delle virate.
Feedback: Oltre alla velocità di esecuzione dell'esercizio bisognerà raggiungere un'adeguata educazione respiratoria; questo esercizio come anche, vedremo, il successivo, può essere utilizzato, nei quinti livelli, come propedeutico delle virate.


C5) Nuoto con capovolte successive
Difficoltà: Coordinazione 3/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 4/5, Respirazione 3/5.
Stile: Crowl, Dorso.
Descrizione: Si alternerneranno tratti di nuoto a crowl a delle capovolte. Ad esempio si eseguirà una nuotata a crowl per circa cinque bracciate e di seguito una capovolta in avanti a cui seguirà la respirazione (all'inizio frontale, poi laterale sulla bracciata). Consolidata la capovolta in avanti si potrà provare anche con una nuotata a dorso e una capovolta all'indietro (similmente alla virata dorso-rana nei misti).
Feedback: Le difficoltà sono prevalentemente di natura coordinativa e respiratoria; come anticipato questo esercizio è utilizzato anche nei quinti livelli come propedeutico delle virate.

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28 03 2008, 21: 54
Ostacoli


D1) Ostacoli semplici Difficoltà: Coordinazione 4/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 3/5.
Stile: Rana, Crowl.
Descrizione: Si disporranno dei galleggianti o dei palloni lungo la vasca, che dovranno essere evitati nuotando prima a rana e poi a crowl. Si faccia attenzione a non toccare gli ostacoli con nessuna parte del corpo e nel crowl a sincronizzare correttamente la bracciata in modo da scavalcare correttamente gli ostacoli con il braccio.
Si può eseguire lo stesso esercizio ponendo come ostacoli dei compagni in galleggiamento verticale,
L'esercizio si complica all'aumentare della velocità di avanzamento.
Feedback: Errori frequenti sono l'errata valutazione delle distanze, la testa alta fuori dall'acqua per guardare la posizione dell'ostacolo e l'arresto del moto o il rallentamento in prossimità dell'ostacolo.



D2) Immersioni
Difficoltà: Coordinazione 3/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 4/5.
Stile: Delfino, Crowl, Rana.
Descrizione: La partenza dal muro troppo spesso rimane un fondamentale poco curato da parte dei nuotatori e si rileva presso una grande difficoltà a spingersi sott'acqua che purtroppo il più delle volte, sopratutto negli adulti, persiste nonostante gli sforzi dell'istruttore. Per facilitare l'apprendimento verranno utilizzati degli hula hopimmersi verticalmente in cui il nuotatore dovrà passare. Sarà opportuno ricordare di spingersi dal muretto utilizzando entrambe le gambe e di immergere il capo prima di effettuare la spinta, così da poter prendere profondità in modo corretto. Dopo la semplice spinta si inserirà successivamente la gamba dopo lo scivolamento, progressivamente a stile libero, delfino e infine la partenza subacquea della rana.
Lo stesso esercizio sarà poi riproposto anche sulla spinta della virata.
Analogamente alla partenza l'immersione potrà essere proposta anche sulla nuotata, tenendo conto dell'aumentato tasso di difficoltà dovuto alla mancanza del supporto del muretto.
Feedback: La difficoltà è in questo caso coordinativa, una corretta tecnica, salvo rari casi di nuotatori "estremamente positivi", consente l'adeguata esecuzione del gesto.



D3) Ostacolo improvviso in entrata di virata
Difficoltà: Coordinazione 3/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 4/5.
Stile: Tutti.
Descrizione: Spesso la poca esperienza nelle virate porta il nuotatore a fermarsi quando trova un compagno fermo al muretto, cosa controproducente qualora la lezione sia atta proprio all'apprendimento delle virate. Questo esercizio si propone come una soluzione al problema. Si disporrà un ostacolo, rarappresentato ad esempio da un pallone o da un compagno, contro il muretto e si inviterà il nuotatore ad effettuare la virata lateralmente ad esso.
La difficoltà aumenta all'aumentare della velocità di esecuzione della virata, propedeuticamente saranno proposti prima gli stili a respirazione frontale, quindi rana e delfino, poi il crowl e in ultimo il dorso.
Feedback: Anche in questo caso gli errori più frequenti sono l'errata valutazione delle distanze, la testa alta fuori dall'acqua per guardare la posizione dell'ostacolo o la respirazione frontale prima della rotazione della virata a crowl e l'arresto del moto o il rallentamento in prossimità dell'ostacolo.


D4) Ostacolo improvviso in uscita di virata Difficoltà: Coordinazione 3/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 4/5.
Stile: Delfino, Rana, Crowl.
Descrizione: Si disporrà un ostacolo a pochi metri dal muretto della vasca, da un lato o al centro della corsia, in modo ea poter essere schivato dal nuotatore in uscita di virata. L'ostacolo potrà essere costituito inizialmente da un compagno in galleggiamento verticale che possa assecondare lo spostamento e successivamente potrà essere sostituito da un pallone o da un tubo.
La difficoltà aumenterà progressivamente avvicinando l'ostacolo al muretto sino ad arrivare all'esercizio precedente. Un altro fattore per aumentare la difficoltà potrà essere quello di spingersi in virata dal lato destro, sinistro o centrale del muretto e la rispettiva variazione della posizione dell'ostacolo.
Feedback: Come già visto nei precedenti esercizi, gli errori più frequenti sono l'errata valutazione delle distanze, la testa alta fuori dall'acqua per guardare la posizione dell'ostacolo o la respirazione frontale prima della rotazione della virata a crowl e l'arresto del moto o il rallentamento in prossimità dell'ostacolo.




D5) Ostacolo frontale
Difficoltà: Coordinazione 2/5, Sensibilizzazione 2/5, Equilibrio 3/5.
Stile: Delfino, Rana, Crowl.
Descrizione: Come nelle precedenti proposte, l'esercizio sarà quello di schivare un ostacolo, che questa volta sarà posto lungo la corsia in modo da non poter essere aggirato, ma solamente oltrepassato immergendosi. Come in precedenza la propedeuticità degli stili sarà: rana, delfino, crowl; la difficoltà aumenta con l'aumentare della velocità della nuotata e variando il punto di immersione o molto vicino o molto lontano dall'ostacolo.
Feedback: Oltre ai soliti errori quali l'errata valutazione delle distanze, la testa alta fuori dall'acqua per guardare la posizione dell'ostacolo o la respirazione frontale prima della rotazione della virata a crowl e l'arresto del moto o il rallentamento in prossimità dell'ostacolo, in questo caso c'è anche la difficoltà a prendere profondità dovuta principalmente al fatto che non si ha il supporto del muro da cui spingersi.




D6) Testa a testa
Difficoltà: Coordinazione 3/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 3/5.
Stile: Delfino, Rana, Crowl.
Descrizione: Si divideranno in due gruppi pari formati, sia per numero che per velocità e si disporrà un gruppo per lato della vasca presso i muretti. Al via un allievo per gruppo partirà nuotando al centro della vasca e all'approssimarsi della linea di metà vasca controllerà la propria posizione rispetto al compagno che sta nuotando verso di lui in modo da spostarsi sul lato destro della corsia nel momento opportuno. L'esercizio anche qui per ordine di difficoltà verrà proposto prima a crowl, poi a rana e poi a delfino, tenendo presente che a rana bisognerà controllare la gambata al momento del l'affiancamento e a crowl, ma soprattutto a delfino, la bracciata.
Una variante dell'esercizio può essere quella di evitare il compagno immergendosi; in questo caso si può partire anche in quattro per volta, per esempio dichiarando che chi nuota a destra si immergerà per evitare il compagno.
Feedback: Gli errori che si riscontrano sono ancora quelli rilevati negli esercizi precedentemente proposti, senonché in questo caso può esserci una maggiore tendenza psicologica a fermarsi per paura di colpire il compagno.

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29 03 2008, 17: 14
Sorpassi



E1) Affiancamento
Difficoltà: Coordinazione 2/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 2/5.
Stile: Crowl.
Descrizione: A coppie, si parte l'uno con qualche secondo dall'altro, il secondo dovrà raggiungere il compagno, affiancarlo e quindi procedere alla stessa velocità. Si può variare l'esercizio proseguendo dopo l'affiancamento con pari bracciata oppure con la marcatura laterale.
Feedback: L'errore più comune è dato dal fatto che, spesso, chi sta davanti non regola adeguatamente la propria velocità e quindi risulta difficilmente avvicinabile da chi segue, di conseguenza emerge anche un altro utilizzo di questo esercizio quale quello di proporre un altro tipo di nuotata con controllo della velocità come si è visto succedeva negli esercizi appositi precedentemente proposti.




E2) Sorpassi semplici
Difficoltà: Coordinazione 2/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 2/5.
Stile: Crowl.
Descrizione: Numerando i nuotatori per ordine di partenza in vasca ci saranno dei nuotatori dispari e dei nuotatori pari; ogni vasca, i pari sorpasseranno i dispari, vale a dire che si eseguirà una vasca per volta in cui tutti i nuotatori dispari dovranno tenere un'andatura normale, mentre i pari dovranno scattare velocemente all'inseguimento del compagno che hanno davanti, raggiungerlo, affiancarlo, superarlo e rientrare davanti a lui senza disturbarlo e senza eventualmente disturbare chi sta oltre. E' un modo divertente per proporre degli scatti e d'altra parte per eseguire anche in questo caso un lavoro di adattamento alla velocità.
Feedback: I due errori più frequenti sono: la velocità non adeguata di chi sta davanti e dovrebbe tenere un'andatura normale e non troppo veloce, e per chi segue il fatto di partire troppo tardi e di non riuscire quindi a raggiungere in tempo il compagno, per questo all'inizio si partirà in scia, poi pian piano con l'allenamento si potrà tenere un distacco sempre maggiore. Un altro errore, meno rilevante ma non per questo meno importante è costituita dalla scarso uso degli spazi ovvero il sorpasso sarà ritenuto sbagliato se chi sorpassa schiaccia contro la corsia il sorpassato nuotando senza riempire tutto lo spazio a disposizione e per il sorpassato il fatto di non assecondare il sorpasso. Per chi sorpassa “riempire lo spazio a disposizione” vuol dire allargarsi lateralmente il più possibile per non disturbare la nuotata del compagno, ma anche chiudere correttamente il sorpasso in fase di rientro, senza mettere i piedi in faccia al compagno.




E3) Sorpasso al centro
Difficoltà: Coordinazione 2/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 3/5.
Stile: Crowl.
Descrizione: Abbiamo visto come sorpassare gestendo adeguatamente la velocità e lo spazio a disposizione in una situazione per così dire simulata, tuttavia nella situazione reale gli spazi a disposizione possono essere ulteriormente ridotti, di conseguenza il passo successivo sarà quello di ridurre lo spazio a disposizione per il sorpasso. Si faranno partire due persone in pari bracciata, facendole nuotare ben larghe una contro il lato destro della corsia e uno contro il sinistro e successivamente un terzo nuotatore, quello che eseguirà il sorpasso dovrà recuperare i compagni e sorpassarli passandogli in mezzo. Può essere eseguito all'inizio, per semplificare un po' l'esercizio, anche solo l'affiancamento con l'adattamento alla velocità e alla bracciata, oppure d'altra parte per complicarlo si può far rientrare il nuotatore su un lato o sull'altro davanti ad uno dei compagni.
Feedback: Anche qui gli errori più frequenti sono la non corretta valutazione degli spazi e la velocità non adeguata di chi si fa sorpassare.




E4) Rientro
Difficoltà: Coordinazione 3/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 4/5.
Stile: Crowl.
Descrizione: Si tratta di eseguire un affiancamento, come già descritto, con la variante che al momento dell'affiancamento chi parte dopo frenerà e rientrerà dietro al compagno senza sorpassarlo; ovviamnete il tutto senza distubare il compagno.
Feedback: Oltre agli errori di non corretta valutazione degli spazi e della velocità, in questo caso ci sarà anche il possibile errore di chi frena e si inserisce troppo sui piedi del compagno.




E5) Sorpasso in virata
Difficoltà: Coordinazione 2/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 2/5.
Stile: Crowl.
Descrizione: Come nei precedenti esercizi sui sorpassi, l'esercizio si eseguirà a coppie, con un nuotatore che si farà sorpassare che partirà pochi secondi prima del compagno che lo sorpasserà. In questo caso chi dovrà sorpassare rimarrà in scia fino all'approssimarsi della virata, a cinque o sei metri dal muretto dovrà avere affiancato sul lato destro il compagno (che facendo la capovolta si sarà a sua volta portato perlomeno al centro del muretto) in modo da virare uno affianco all'altro. Quindi, chi sorpassa, grazie ad una spinta vigorosa dalla parete e ad un breve scatto completerà il sorpasso in uscita di virata. In questo caso anche chi viene superato, se si accorge della presenza del compagno, deve assecondarlo restando il più possibile a sinistra durante la capovolta e la spinta in uscita di virata.
Feedback: Gli errori anche in questo caso sono relativi alla gestione degli spazi, in questo caso dovrà prestare maggiore attenzione anche chi si fa sorpassare.



E6) Inseguimento a squadre
Difficoltà: Coordinazione 2/5, Sensibilizzazione 3/5, Equilibrio 2/5, Resistenza 5/5.
Stile: Crowl.
Descrizione: Come esercizio finale, è proposto un gioco che unisce un pochino tutti i fondamentali precedentemente descritti.
In questo caso abbiamo diviso in due squadre i nuotatori, ognuna delle quali partirà da un lato della vasca.
Ogni squadra dovrà nuotare in scia cercando di raggiungere gli avversari e di superarli tutti. Il gioco termina quando l'ultimo componente di una delle squadre supera l'ultimo componente avversario (o anche il primo se vogliamo complicare le cose).
Vista l'elevata difficoltà dell'esercizio e sopratutto la molta resistenza richiesta sono consentiti i sorpassi anche all'interno di una stessa squadra, in modo da imporre l'andatura un pò per uno e ripartirsi gli sforzi all'interno della squadra.
Feedback: È un esercizio estenuante, che praticamente termina quando una delle squadre è stanca. Oltre però alla resistenza fisica, il difficile è mantenere la squadra unita, senza che si frammenti, da qui l'importanza di stare in testa un pò per uno; per una volta, anche in uno sport altamente individuale come il nuoto, l'unione fa la forza.

.:S3M:.
29 03 2008, 17: 21
Finalmente ho concluso questa lunga e tediosa esposizione, questo esperimento che da esperimento ora passerà ad essere sempre più implementato nei miei corsi, spero di essere stato utile e non troppo pesante, e vi invito di nuovo a proporre questi esercizi e a darmi un vostro parere.

:lol2:


Vorrei concludere questa lunga discussione ringraziando tutti i ragazzi che si sono divertiti con me a sperimentare molte di queste proposte didattiche e i colleghi che mi hanno suggerito alcuni esercizi e supportato con i loro sempre utili e a volte fondamentali pareri tecnici.

Ribadendo quanto ho già detto, la mia difficoltà maggiore è stata quella di esporre in forma scritta questi esercizi, difficoltà che a lato pratico non ho rilevato nello spiegare a voce queste proposte e d'altra parte nell'esecuzione da parte dei miei alunni, o meglio le difficoltà non sono state nel capire gli esercizi, ma come ogni altra proposta didattica, nell'apprendere questi nuovi fondamentali, che mai prima d'ora erano stati così implementati nella normale didattica di un sesto livello.


Spesso, al termine di un ciclo di corsi chiedo ai miei alunni un loro parere sul mio operato, e a maggior ragione questa domanda è stata posta agli alunni che si sono sottoposti a questo mio esperimento, vale a dire a ragazzi che per la maggior parte già da un paio di corsi si trovavano al sesto livello, riassumendo le loro risposte:
"Il corso è stato molto interessante e divertente, e anche se abbiamo fatto qualche metro in meno - poiché in genere anche sui sesti livelli ho la tendenza ad aggiustare un po' la tecnica delle nuotate e ad insegnare l'adattamento tecnico delle nuotate eseguite ad alte velocità, comunque si parla sempre, più o meno, di un chilometro a lezione - le lezioni sono state più pesanti, ma abbiamo imparato molte cose nuove, più di altri corsi fatti in precedenza".
Riguardo a queste nuove proposte didattiche, in particolare: "Gli esercizi sono stati molto divertenti ed utili, anche se alcuni sono stati un po' pesanti".
Queste affermazioni, fatta da un sesto livello in cui le nuotate sono acquisite e che quindi per natura in genere si avvicina alla monotonia e alla difficoltà fisica di un allenamento, mi rallegra e mi rende cosciente di aver fatto un lavoro nuovo, divertente e credo utile, e mi motivano forse anche più dell'approvazione di un tecnico.


Sono convinto che data la natura del nuoto, la sua difficoltà e la sua alta individualità, sia ancora più importante, rispetto ad altri sport (specie quelli di squadra), imparare cercando il più possibile di divertirsi; questa secondo me è una delle differenze sostanziali tra l'allenamento agonistico e il corso di nuoto, che deve mantenersi tale anche al sesto livello.

phelpsphan
02 12 2008, 17: 22
Dove insegni?! voglio dire, a Milano e ditorni o più lontano?