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Visualizza la versione completa : Ginnastica delle tre squadre.......cosa ne sapete?



Pallina
18 01 2008, 14: 05
Apro questo topic,e spero ke la sezione sia quella giusta,perchè avrei bisogno di informazioni sulla ginnastica delle tre squadre.
Vi spiego subito il mio problema.
A luglio dello scorso anno poichè la piscina dove vado a nuotare era chiusa x lavori,ho deciso di fare un pò di palestra..........non l'avessi mai fatto.:doh:
L'istruttore(sempre se così si può chiamare):angry:mi fece fare degli esercizi senza essermi riscaldata abbastanza causandomi una contrattura ai muscoli paravertrebali.
Risultato 20 giorni bloccata nel letto e cura a base di siringhe di Cortisone

Purtroppo però oltre alla contrattura è andato a rovinare un equilibrio che adesso non posso più ristabilire,ho una ipotonia dei muscoli paravertebrali e quindi a intervalli di 6 mesi(circa) il dolore mi ritorna:sniff:

L'ortopedico,mi ha consigliato di continuare con il nuoto,nuotando principalmente a dorso(ke x fortuna è il mio stile:p)e di fare la ginnastica delle 3 squadre. Questa ginnastica da quello ke ho capito dalle sue parole e documentandomi un pò su internet,mi insegna la giusta postura ma non risolve il mio problema..........
Visto ke la dovrei fare x 4 mesi(1 seduta a settimana)con un costo di 50eurini a seduta,mi chiedevo se qualcuno sapesse darmi qualke info in +. So ke non siete degli ortopedici ne fisiatri,ma magari consocete l'argomento.

Ecco ho finito,so ke mi sono dilungata forse troppo,abbiate pazienza,ma non so ke fare...........
HELP PALLINA:ninja:

Armaduck
04 03 2008, 23: 50
Guarda mi dispiace della tua disavventura, io personalmente faccio 4 allenamenti di nuoto settimanali e 1 giorno lo dedichiamo al Circuito.

Il circuito e una all'enamento di bici spinning + macchine con movimento dolce sia in andata che ritorno, per elasticizare i muscoli.
Lavoriamo su tutti i muscoli del corpo.

Guarda che ormai sono due mesi che facciamo questo allenamento e ti assicuro che ha grandi risultati, anche x che non è invasivo:spam:

Ziofede
04 03 2008, 23: 57
Mi dispiace molto ma non so proprio cosa sia il gioco delle 3 squadre... sorry!
L'unico consiglio che ti posso dare e di prendere a calci nel sedere l' "allenatore" della palestra che frequentavi!:ninja:

Menez
06 03 2008, 20: 15
per chi ha tempo e voglia tratto da FisioBrain:
- Nel trattamento posturale con il metodo delle Tre Squadre si deve tenere conto di 3 parametri per produrre un’efficace messa in tensione:
1. Le squadre (le Posture)
La messa in tensione globale avviene attraverso tre posture di trattamento: la prima squadra, in cui si assume la posizione supina con le gambe elevate a 90 gradi; la seconda squadra, in posizione seduta con il tronco a 90 gradi rispetto alle gambe; la terza squadra in cui abbiamo l’appoggio al suolo dei piedi con il tronco flesso a 90 gradi.


Nella nostra trentennale esperienza in Rieducazione Posturale, abbiamo potuto osservare che far mantenere al soggetto queste posizioni di messa in tensione muscolare da subito e attivamente (vedi Mezières), senza alcun ausilio come cuscini di scarico e cinte, richiedeva un notevole sforzo, spesso provocava dei dolori durante la terapia, a volte associati a delle reazioni muscolari e neurovegetative eccessive dopo il trattamento. Soprattutto con soggetti con significative rigidità muscolari, non si riusciva a controllare i compensi e le vie di fuga, i quali producevano un eccessivo lavoro della muscolatura dinamica che vicariava la mancanza di lunghezza della componente muscolare tonica.

Inoltre, si trattava di un lavoro che non selezionava all’interno delle catene toniche rigide le zone d’ipomobilità articolare da quelle d’ipermobilità (le zone in pratica che dovevano essere messe in tensione –zone freno-, da quelle che dovevano restare “neutre” perché già eccessivamente elastiche –zone vinte-): alcune posture erano realmente controindicate in certe patologie in fase acuta (vedi ernie discali). Infine, portava il soggetto a stabilire un rapporto di forza con la propria patologia ed il proprio corpo, rapporto spesso responsabile della patologia stessa. Pur ottenendo dei buoni risultati, si notava che per molti soggetti la seduta di Rieducazione Posturale era considerata un’esperienza non proprio piacevole e distensiva e alcuni di loro rinunciavano al trattamento dopo alcune terapie perché considerato “troppo duro”.
Per questo il Metodo delle “Tre Squadre” ha sviluppatouna progressione dolce e lenta: è un trattamento che prevede una notevole manualità e contatto del terapista con il corpo del paziente.
È attraverso il lavoro manuale del terapista (particolarmente nella fase passiva) che il paziente prende coscienza delle proprie tensioni, rigidità e “blocchi”.
Per mantenere il soggetto correttamente nelle squadre di “messa in tensione muscolare” e per rendere questo piacevole e nello stesso tempo efficace, si usano sia dei cuscini di rialzo – che pian piano andranno progressivamente abbassati e poi del tutto eliminati – sia delle cinte di sostegno degli arti inferiori o del tronco, rigide o elastiche, secondo le possibilità e le condizioni del paziente. Questo permette al terapista di poter modulare l’angolo di “messa in tensione globale” del soggetto a seconda della zona di rigidità primaria e a seconda della zona algica, potendo così “mirare” l’allungamento muscolare esclusivamente alle zone rigide. Inoltre, l’altezza e la posizione dei cuscini di scarico, permette di non sottoporre ad ulteriori sollecitazioni la zona del dolore – soprattutto in fase acuta – ma di portare la messa in tensione al di sopra e/o al di sotto di esso.
2. Il tempo
L’errore in un trattamento posturale è sempre di andare troppo in fretta. La messa in tensione globale (le posture) parte da delle posture di 10 minuti nel corso della prima terapia, e si sviluppa gradualmente e progressivamente nel corso delle sedute successive, fino ad arrivare ad un tempo di un’ora di messa in tensione una sola volta a settimana (unica eccezione le scoliosi evolutive). Il tempo di messa in tensione si adatta alle possibilità del paziente, al dolore, all’età, alla condizione psico-fisica, all’elasticità tissutale,alla tipologia del soggetto.
Un trattamento posturale di fondo ha delle ripercussioni su tutto il sistema mio-osteo-articolare e su quello neurovegetativo: una messa in tensione globale più di una volta a settimana può provocare dolori muscolari e reazioni neurovegetative eccessive. Il corpo ha bisogno di tempo per riequilibrarsi e adattarsi nelle nuove posture acquisite.
Un trattamento posturale di fondo non può essere breve. Il paziente viene per un dolore, ma questo, nel caso in cui sia d’origine posturale, è soltanto l’ultima manifestazione di uno squilibrio instauratosi e consolidatosi nel tempo. Ci vuole tempo, non meno di 30 terapie, per riarmonizzare il sistema mio-osteo-articolare e fissare definitivamente il nuovo equilibrio raggiunto.
3.Le fasi di messa in tensione
Il metodo delle Tre Squadre miscela nella progressione del trattamento tre fasi: la Passiva, in cui si lavora in totale rilassamento e distensione del paziente. In questa fase il terapista svolge un lavoro manuale tendente a riarmonizzare l’alterato rapporto tra muscolatura tonica e dinamica e a dissociare i cingoli scapolare e pelvico. In questa fase inizia il lavoro di riequilibrio degli appoggi plantari e d’allineamento degli arti inferiori, che è preparatorio e indispensabile per la progressione del trattamento.

La progressione del trattamento in 1^ Squadra. Da una postura con cuscini alti e con le gambe sostenute da una cinta rigida, gradualmente si abbasseranno i cuscini e si userà la cinta elastica. In seguito la postura sarà mantenuta dal soggetto senza l’ausilio di cinte e con un piccolo cuscino, che sarà in seguito tolto.
Questa è la fase per noi più importante: il paziente impara a lavorare “esclusivamente” con la muscolatura tonica, lasciando completamente rilassata la muscolatura dinamica, soprattutto quella anteriore (quadricipite, addominali ecc.). È la fase in cui il soggetto impara a “lasciarsi andare” attraverso il “sospiro espiratorio”, a rieducare il diaframma, a controllare i compensi dinamici e ad “ascoltare” le sue tensioni. La fase Attivo-Passivainizia nel momento in cui si è ottenuto un sufficiente allungamento della muscolatura tonica rigida che permette al soggetto di controllare i compensi nonostante si siano abbassati o ridotti i cuscini di scarico. Il paziente, contemporaneamente al lavoro manuale del terapista, inizia a mantenere delle posture attivamente con il supporto di cuscini più bassi e di una cinta elastica che sostiene gli arti inferiori. Nella fase Attiva si stabilizza il riequilibrio muscolare ottenuto nelle altre due fasi, esclusivamente attraverso le posture attive del paziente. Questa fase inizia nel momento in cui il paziente ha riequilibrato le linnee del tronco. Come compenso, è consentito solo un piccolo cuscino per l’ileo o per l’occipite e una leggera flessione degli arti inferiori. Soltanto in questa fase, dopo una lunga progressione e armonizzazione muscolare, il soggetto assume posture di “messa in tensione attiva” senza l’ausilio d’alcun cuscino o cinta. Queste tre fasi non sono proposte meccanicamente nella loro successione, ma saranno miscelate in ogni seduta di trattamento adattandosi alla tipo-psico-morfologia del soggetto.