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Visualizza la versione completa : L'elettroencefalogramma (EEG)



Beorn
25 02 2009, 16: 46
Ciao a tutti. Mi ricollego a questo (http://www.corsia4.eu/forum/showthread.php?t=3217) post, dove Corsia8 parlava di epilessia e di elettroencefalogramma, per spiegare ai più curiosi in cosa consiste l'EEG e dare qualche consiglio per affrontare al meglio questa indagine, assolutamente innocua e relativamente semplice da effettuare. Mi permetto di farlo perché farli è il mio lavoro... ;)


L'Elettroencefalogramma (EEG (http://it.wikipedia.org/wiki/Elettroencefalografia)) consiste nella registrazione dell'attività elettrica cerebrale generata spontaneamente dai neuroni della corteccia cerebrale (molto semplicisticamente). Viene utilizzato nella diagnosi dell'epilessia, meningiti ed encefaliti, cefalea, e in molte altre malattie neurologiche.

In rete si trovano tantissime informazioni tecniche e cliniche. Mi limito a citare brevemente e in maniera semplice gli aspetti fondamentali e a dare qualche consiglio.

Intanto, l'EEG è un esame assolutamente innocuo, non doloroso, non vengono utilizzate radiazioni perché è la semplice registrazione di variazioni di potenziali bioelettrici, analogamente all'elettrocardiogramma (ECG).

Si esegue posizionando sul cuoio capelluto in posizioni standardizzate una serie di placchette metalliche ricoperte di garza (elettrodi) oppure usando delle cuffie in lycra dove gli elettrodi sono già preposizionati. Un gel elettroconduttore, a base salina, consente il contatto elettrico fra cuoio capelluto ed elettrodo e viene applicato dopo aver leggermente grattato e sgrassato la cute sottostante.

In questo video (http://www.youtube.com/watch?v=gi7PzpUdd0E&feature=related) potete vedere la preparazione del paziente utilizzando una cuffia precablata. La siringa adoperata dall'operatore contiene un gel elettroconduttore: con l'ago smusso della siringa si gratta leggermente la pelle e si scostano i capelli sotto l'elettrodo e si inietta una piccola quantità di gel, che permette il contatto elettrico cute/elettrodo. L'operazione è assolutamente indolore.

I potenziali bioelettrici "captati" dagli elettrodi vengono amplificati in maniera particolare e riportati o su schermo, o su carta scorrevole con un sistema di pennini montati su dei galvanometri, proprio come per l'ECG.

Un esame di routine si esegue normalmente in condizioni di veglia rilassata ad occhi chiusi. Registrazioni durante il sonno, dopo deprivazione di sonno, con registrazione video o con altri parametri, si eseguono in casi particolari. Se volete ne parlerò a parte.

L'esame può durare dai 15 ai 25 minuti, a seconda delle abitudini e degli standard del laboratorio, viene eseguito normalmente da personale specializzato (tecnici di neurofisiopatologia (http://it.wikipedia.org/wiki/Tecnico_sanitario_di_neurofisiopatologia)) ed è interpretato da neurologi o neuropsichiatri infantili esperti in elettroencefalogafia: la sua interpretazione è ancora praticamente empirica e affidata all'occhio del lettore e alla sua esperienza, tranne casi particolari. Non esistono metodi di refertazione automatica affidabili. Tuttavia ciò non significa che venga refertato a caso: esiste una terminologia standardizzata per descrivere le caratteristiche di normalità e le alterazioni eventualmente presenti.

In cosa consiste l'esame:
Durante la veglia rilassata ad occhi chiusi, nell'adulto, l'EEG registra un'attività elettrica a frequenza dagli 8 ai 13 Hz detta "ritmo alfa". Questa attività scompare aprendo gli occhi o richiamando l'attenzione, per essere sostituita da attività a frequenza più elevata e voltaggio minore.
Questo è normale, e deve verificarsi, per cui viene chiesto al paziente di aprire gli occhi per alcuni secondi per poi richiuderli. Questo viene ripetuto diverse volte.

Vengono anche eseguite le cosiddette "prove di attivazione". Le principali sono l'iperpnea e la fotostimolazione.
L'iperpnea consiste nel far respirare il paziente più velocemente e profondamente del normale, come se avesse il fiatone, per 3-5 minuti senza interruzione. Questo provoca, per un meccanismo che non vi sto a spiegare, una leggera vasocostrizione delle arterie cerebrali, arriva quindi un pochino meno sangue al cervello e quindi meno ossigeno. Il cervello è perfettamente in grado di sostenere questa lieve ipossia, per cui le modificazioni dell'EEG sono, nell'adulto, inesistenti, durante la manovra. L'unico effetto particolare in una persona sana è sentire il viso o le mani intorpidirsi, ma è normale e non dannoso, passa appena si interrompe la respirazione.
E' una manovra che in soggetti epilettici è in grado di provocare la comparsa di alterazioni elettriche peculiari.

La seconda principale prova di attivazione è la fotostimolazione. Consiste nel far vedere al paziente alcune sequenze di flash con uno stroboscopio, a frequenze via via crescenti, da un flash al secondo, fino a 30-35 Hz, ad occhi aperti e poi chiusi. Lo scopo è verificare che tale luce non provochi la comparsa di alterazioni elettriche di tipo epilettico o addirittura di crisi epilettiche vere e proprie.
Esistono forme di epilessia le cui crisi vengono provocate dalla visione di luci intermittenti (discoteca, percorrere un viale alberato in auto, ecc), da brusche variazioni di luminosità ambientale, dalla frequenza di aggiornamento dell'immagine in TV o schermi di PC, lo stroboscopio dell'elettroencefalografo serve a verificare che non ci sia fotosensibilità epilettica.

Esistono altri tipi di attivazione, come la deprivazione di sonno, il sonno stesso, il tapping e altri tipi di stimolazioni sensoriali, ma non credo ci interessino, ora

Come affrontare l'EEG:
Abbiamo detto che è un esame innocuo e indolore. Lo scopo dell'EEG è quello di ricercare l'eventuale presenza di malattie che sono controindicazione ad alcune specialità sportive, tipicamente, immagino, l'epilessia.

Intanto, spegnate il telefono cellulare prima di entrare in laboratorio: oltre a essere buona educazione, il telefono interferisce con l'esame. Non tanto con la strumentazione (dalla mia esperienza è capitato solo con un vecchio poligrafo analogico) ma per il fatto che tanto non potreste rispondere, e un telefono che squilla crea sempre trambusto in un ambiente che dovrebbe essere tranquillo e rilassante.

L'esame va affrontato in tranquillità, cercando di stare rilassati e seguendo le indicazioni del personale che lo esegue.

E' necessario presentarsi con i capelli puliti, per favorire la preparazione della cute. Non mettete gel, lacche o spume.

Dormire bene la notte prima, non fare tardi e non bere alcoolici, svegliarsi alla solita ora la mattina e consumare una colazione leggera (non è necessario essere digiuni).
Tutto questo perché durante l'esame è facile che venga sonno, e la sonnolenza provoca modificazioni fisiologiche dell'attività elettrica del cervello, che da un occhio non esperto possono essere scambiate per attività patologica. Registrare in sonnolenza o sonno si fa quando serve e per scopi ben precisi, che non sono quelli di un EEG di routine, e di solito lo si fa in centri specializzati.

Durante la fotostimolazione, se eseguita ad occhi aperti, si può guardare la luce, che non è dannosa. Evitare di strizzare gli occhi o aggrottare la fronte, perché la contrazione muscolare viene registrata dagli elettrodi, maschera l'attività cerebrale e può essere anche questa scambiata per attività patologica dal solito occhio inesperto...
Lo stesso se viene eseguita ad occhi chiusi: tenete gli occhi chiusi come se doveste dormire e rimanete rilassati: non succede nulla.

L'iperventilazione è fastidiosa, lo abbiamo detto: abbiate pazienza!

Muovere gli occhi, e tenendoli chiusi è difficile non farlo, e battere le palpebre interferisce con l'esame: un trucco è fissare un punto quando sono aperti, e rivolgerli verso il basso o tenerseli con le dita (lo suggerisce il tecnico) quando sono chiusi.

Non stringete i denti o tenete serrata la bocca: la contrazione muscolare interferisce e maschera l'attività corticale.

Avvisate se state assumendo farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale, tipo ansiolitici, ipnotici, antiistaminici ad esempio per allergie (possono dare sonnolenza). Non è necessario sospenderne l'uso, ma comunque avvisate.

Refertazione
L'attività cerebrale ha determinate caratteristiche, che dipendono in gran parte dall'età fino all'adolescenza e poi dai 50-70 anni in poi.

Un referto eeg normale, per lo meno da noi, riporta le caratteristiche del ritmo di fondo, in ampiezza, frequenza, reattività all'apertura e chiusura degli occhi, se le manovre di attivazione (HPN e SLI) non sono "attivanti" non le citiamo nemmeno.
Ad esempio: "Ritmo 10 c/s, 20-40 μV, simmetrico, differenziato e reagente all'apertura e chiusura degli occhi, regolare e ritmico su entrambi gli emisferi. "
Oppure il ritmo può essere "scarsamente reagente, leggermente asimmetrico, irregolare"
In questo caso le conclusioni possono essere di un tracciato nei limiti o ai limiti della norma.

L'eventuale presenza di attività o figure patologiche viene segnalata sempre, ad esempio "In fase II di sonno non-REM si osserva la comparsa di complessi punta-onda e polipunta-onda sulle regioni centro-temporali dell'emisfero destro".
Nelle conclusioni vengono riportate le caratteristiche delle alterazioni, ad es. "Il tracciato dimostra la presenza di alterazioni elettriche di grado modesto, specifiche, prevalenti sulle regioni centro-temporali dell'emisfero destro. L'attività parossistica è attivata dalla sonnolenza e dal sonno spontaneo."

Le figure patologiche in genere sono legate all'epilessia, i ritmi lenti sono in genere legati a problemi infettivi (meningoencefaliti), accidenti vascolari, tumori, o più banalmente a un focolaio epilettico che ha appena provocato una crisi epilettica per cui in quella zona i neuroni sono "esauriti" e si stanno riprendendo.
Questo in veglia, perché nel sonno o in sonnolenza l'attività elettrica del cervello rilevabile all'EEG rallenta, ed è assolutamente normale che lo faccia.

La terminologia e il modo di descrivere l'esame cambia però a seconda della "scuola", per cui è frequente leggere referti che, pur dicendo le stesse cose, non sono scritti allo stesso modo.

Queste sono le cose principali che mi vengono in mente.
Se avete dubbi, chiedete pure qualsiasi cosa.

Ciao! :)

Ilenia
25 02 2009, 17: 11
Ho conosciuto l'EEG dal punto di vista di paziente. Fra tutti gli esami clinici effettivamente a me è sembrato il più affascinante, interessante e soprattutto per nulla fastidioso. :)

Grazie per questo contributo Beorn! ;)